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CRISI DI IMPRESA
impresa in crisi

Il CCII mira a rilevare tempestivamente la crisi d'impresa e fronteggiarla immediatamente, incentivando il ricorso a strumenti diversi dalla liquidazione giudiziale al fine di preservare la continuità aziendale e garantire una migliore soddisfazione dei creditori e degli altri soggetti coinvolti come lavoratori, soci, finanziatori ecc.

GLI STRUMENTI PER LA PREVENZIONE DELLA CRISI

Gli  strumenti per la prevenzione della crisi rappresentano uno degli elementi di novità della riforma. Si rivolgono alle imprese che si trovano in stato di probabilità di crisi, di crisi o di insolvenza , purché sussistano  ragionevoli prospettive di risanamento.Gli strumenti di prevenzione della crisi mirano al raggiungimento dei seguenti obiettivi: - anticipare il dovere di monitoraggio e di intervento in capo all'imprenditore nella tempestiva rilevazione della precrisi, della crisi o dell'insolvenza;- intervenire tempestivamente al fine di superare la situazione di difficoltà dell'impresa attraverso un  percorso volontario e stragiudiziale che agevola l'imprenditore nelle trattative con i creditori e nelle rinegoziazioni degli accordi senza compromettere gli interessi dei soggetti coinvolti

I 3 strumenti sono:

1 - ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI, AMMINISTRATIVI E CONTABILI

Gli assetti devono consentire un monitoraggio dell'andamento aziendale che renda consapevoli gli amministratori di tutte quelle situazioni che potrebbero giustificare un loro intervento per la prevenzione o il superamento della crisi, nonché permettere di disporre dei dati idonei a formulare un piano di risanamento. Sull'adeguatezza degli assetti vigila l'organo di controllo della società. 

2- COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI

E' un percorso volontario, negoziale e stragiudiziale volto a prevenire la crisi o l'insolvenza ed a favorire il risanamento dell'impresa e che attribuisce incentivi di carattere fiscale (misure premiali). La composizione negoziata della crisi può essere attivata soltanto dal debitore (fermi i doveri di segnalazione da parte dell'organo di controllo all'organo amministrativo) e non prevede alcuna forma di possesso dell'imprenditore che conserva la gestione ordinaria e straordinaria dell'impresa (prosegue i contratti, esegue pagamenti spontanei, ecc.). La procedura consiste nella presentazione, da parte del debitore, dell'istanza di nomina dell'esperto (con la relativa pubblicazione nel Registro delle imprese). L'esperto nominato, previa accettazione dell'incarico, provvede ad archiviare l'istanza di composizione negoziata (qualora non sussistono concrete prospettive di risanamento) oppure ad avviare le trattative con i creditori al fine di trovare la strategia di intervento più adeguata al risanamento dell'impresa senza pregiudicare gli interessi dei creditoriCon l'istanza di nomina dell'esperto o in un momento successivo, il debitore può chiedere l'applicazione di  misure protettive del patrimonio al fine di garantire il buon esito delle trattative per la composizione negoziata della crisi. Le misure protettive assumono immediata efficacia ma subiscono un rapido procedimento di conferma, di modifica o di revoca delle stesse da parte del Tribunale. Gli effetti delle misure protettive sono limitati alla durata della composizione negoziata (archiviazione dell'istanza di nomina dell'esperto ovvero comunicazione al Tribunale della relazione finale dell'esperto che conclude la procedura). 

ESITI DELLA COMPOSIZIONE NEGOZIATA

    • SOLUZIONI NEGOZIALI STRAGIUDIZIALI: L'imprenditore, coadiuvato dall'esperto, supera l'originaria situazione di squilibrio, attraverso la conclusione di:- un contratto con uno o più creditori con cui ridefinire le scadenze dei pagamenti, l'entità del debito, stralci, ecc. (il debitore beneficerà delle misure premiali se l'esperto attesta che l'accordo garantisce la continuità aziendale per almeno 2 anni);- una convenzione di moratoria; - un accordo sottoscritto dall'imprenditore, dall'esperto (che attesta la coerenza del piano con la regolazione della crisi o dell'insolvenza) e dai creditori che producono gli effetti del piano attestato di risanamento (esenzione da revocatoria e da responsabilità penale per atti, pagamenti, garanzie concesse in esecuzione del piano).
    • OMOLOGA DELL'ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI (anche AGEVOLATO e AD EFFICACIA ESTESA).  In questo caso il ruolo dell'esperto si esaurisce con la conclusione della composizione negoziata. Il debitore può ricorrere alle ALTRE PROCEDURE NEGOZIALI PREVISTE DAL CODICE (compreso CONCORDATO PREVENTIVO e PIANO RISTRUTTURAZIONE SOGGETTO AD OMOLOGAZIONE).
    • SOLUZIONI LIQUIDATORIE  il debitore può: seguire le vie ordinarie della liquidazione giudiziale o dell'amministrazione straordinaria e, per l'impresa agricola, la procedura di liquidazione dei beni; oppure presentare ricorso per l'accesso al concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, solo se l'imprenditore ha intrapreso virtuosamente la composizione negoziata ma le trattative non sono andate a buon fine e non sia stato possibile raggiungere una soluzione stragiudiziale o un accordo di ristrutturazione dei debiti.

DOVERE DI SEGNALAZIONE DELL’ORGANO DI CONTROLLO O DEI CREDITORI PUBBLICI QUALIFICATI.

L'organo di controllo, con atto motivato e scritto, segnala all'organo amministrativo la sussistenza dei presupposti per la presentazione dell'istanza di accesso alla composizione negoziata. Entro 30 giorni l'organo amministrativo deve riferire in ordine alle azioni intraprese. I creditori pubblici qualificati  (ovvero AdE, INPS, INAIL, AdE-Riscossione) segnalano esclusivamente al debitore di valutare la sussistenza dei presupposti per l'apertura della composizione negoziata in presenza di eventuali ritardi od omissioni nei versamenti contributivi e previdenziali che superino un determinato ammontare. L'organo di controllo viene, comunque, informato affinché valuti, a sua volta, se attivare la propria segnalazione all'organo amministrativo ed eseguire il monitoraggio delle iniziative intraprese.

GLI STRUMENTI PER LA REGOLAZIONE DELLA CRISI

Chiamati anche  strumenti per la ristrutturazione dell'impresa  si rivolgono alle imprese in stato di crisi o di insolvenza. Hanno ad oggetto  accordi, giudiziali e stragiudiziali, finalizzati alla ristrutturazione delle imprese e alla continuità, anche indiretta, dell'attività d'impresa , garantendo la migliore soddisfazione degli interessi dei creditori e di tutti i soggetti coinvolti nella ristrutturazione. Si distinguono in  3  categorie:b1) strumenti puramente consensuali –  ACCORDI IN ESECUZIONE DEI PIANI ATTESTATI DI RISANAMENTO  e  ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE ORDINARI E AGEVOLATI: producono effetti esclusivamente nei confronti dei creditori aderenti all'accordo. b2) strumenti idonei a vincolare una minoranza di creditori non consenzienti inclusi in classi o categorie di creditori aderenti –  ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE AD EFFICACIA ESTESA  e  PIANO DI RISTRUTTURAZIONE OMOLOGATO.b3) strumenti idonei a vincolare una minoranza di creditori inclusi in classi consenzienti, sia intere categorie di classi dissenzientiCONCORDATO PREVENTIVO CON CONTINUITA' AZIENDALE CONCORDATO MINORE.

CONCLUSIONE

Gli strumenti sinora analizzati sono espressamente previsti dal legislatore al fine di favorire l'emersione anticipata della crisi  e devono essere utilizzati dall'imprenditore  prima che la crisi diventi insolvenza, ovvero quando oramai non vi sono più concrete prospettive di risanamento dell'impresa. 

I NOSTRI DEBITI è pronta a tenderti una mano: insieme affrontiamo il tuo momento di difficoltà e insieme interveniamo nel giusto momento per far tornare la Tua impresa ad essere il fulcro dell'ecosistema imprenditoriale italiano. 


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