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Le procedure concorsuali

Nel CCII, le procedure concorsuali hanno come obiettivo il recupero dell'impresa in crisi è prevalente rispetto a quella meramente liquidatoria poiché giova all'imprenditore, a tutti i creditori e all'intero sistema economico nazionale. Un'impresa commerciale in stato di crisi o di insolvenza che è in possesso dei requisiti per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale (ex fallimento) può scegliere di voler ottenere il risanamento della propria attività, qualora la  continuità aziendale si configuri come un  obiettivo potenzialmente perseguibile, attraverso il ripristino dell'equilibrio economico finanziario e il riposizionamento nel mercato

IL CONCORDATO

PROFILI GENERALI

Il salvataggio dell'impresa in attività, secondo il legislatore del CCII, giova più della liquidazione del patrimonio, sia per i creditori che per l'intero sistema economico nazionale.

QUALI TIPOLOGIE DI CONCORDATO.

    • CONCORDATO IN CONTINUITA' AZIENDALE: 1)  DIRETTA-  l'impresa continua la sua attività sotto la direzione dell'imprenditore/debitore; 2)  INDIRETTA-  l'impresa continua la sua attività sotto la direzione di un soggetto diverso dall'imprenditore/debitore, attraverso titoli abilitativi quali l'affitto, la cessione, ecc. Il debitore soddisferà i creditori in percentuale concordata.
    • CONCORDATO MISTO:  è un concordato in continuità aziendale caratterizzato dalla compresenza di profili liquidatori in cui è possibile destinare alcuni beni alla vendita in quanto non funzionali all'attività produttiva.
    • CONCORDATO LIQUIDATORIO:  per accedervi occorre prevedere: - un incremento con mezzi propri della massa patrimoniale di almeno il 10%; - il soddisfacimento dei creditori chirografari per almeno il 20% del debito complessivo.

QUALI SONO I PRESUPPOSTI PER ACCEDERE AL CONCORDATO

  • L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITà COMMERCIALE AD OPERA dell'imprenditore persona fisica; delle società commerciali (di capitale e di persone); dell'impresa commerciale di fatto;delle fondazioni e delle associazioni che esercitano un'attività commerciale; dei gruppi di società; dell'imprenditore cessato o defunto;delle società partecipate da enti pubblici in modo prevalente o totalitario (c.d. municipalizzate).
  • LO STATO DI CRISI O DI INSOLVENZA Lo stato di crisi comprende tutti quei momenti di difficoltà che l'azienda può attraversare e può superare oltre con il concordato in continuità, anche con l'accordo di ristrutturazione ovvero il piano attestato. Se la crisi si aggrava e raggiunge l'insolvenza, l'incapacità di riuscire a pagare i propri debiti può indurre i creditori o il Pubblico Ministero ad adire il Tribunale per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale - ex fallimento.
  • IL SUPERAMENTO DELLE SOGLIE DI FALLIBILITA' Per poter presentare domanda di concordato l'azienda deve aver superato almeno uno dei requisiti: DEBITI superiori a 500.000,00, PATRIMONIO AZIENDALE superiore a 300.000,00, RICAVI superiori a 200.000,00.

GLI EFFETTI DELLE MISURE PROTETTIVE E CAUTELARI

Con la presentazione della domanda relativa ad una procedura concorsuale e con la pubblicazione del decreto di omologa si crea una sorta di schermata protettiva per il debitore. Le  misure protettive  sono, dunque, misure temporanee richieste dal debitore per evitare che determinate azioni dei creditori possano pregiudicare, sin dalla fase delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la regolazione della crisi o dell'insolvenza.  Le  misure cautelari, invece, sono provvedimenti cautelari emessi dal Giudice competente a tutela del patrimonio o dell'impresa del debitore, che appaiono secondo le circostanze più idonee ad assicurare provvisoriamente gli effetti delle procedure di regolazione della crisi o dell'insolvenza. In linea di principio, le  misure protettive  servono a proteggere il patrimonio del debitore da “attacchi esterni” dei creditori diretti a promuovere azioni esecutive, cautelari o di garanzia, compromettendo così le possibilità di risanamento della crisi e violando la  par condicio  cui si ispirano le procedura di regolazione della crisi e dell'insolvenza. Sempre in via generale, le  misure cautelari  operano invece “dall'interno”, in quanto sono dirette ad inibire condotte del debitore finalizzate a disperdere il proprio patrimonio prima dell'insorgere di una procedura

LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE

PROFILI GENERALI

La direttiva europea sull'insolvenza ha eliminato il termine fallimento sostituendolo con il termine liquidazione ed il sostanziale fallito con debitore. La liquidazione giudiziale è la procedura che sostituisce il fallimento. E' finalizzata a liquidare il patrimonio dell'imprenditore insolvente, ripartendo il ricavato tra i creditori sulla base della graduazione dei loro crediti. La procedura conserva le caratteristiche essenziali rispetto a quella previgente con elementi di novità che la rendono più snella ed efficiente.

PRESUPPOSTI SOGGETTIVI

  • esistenza di debiti anche non scaduti, superiori a 500.000,00;
  • patrimonio aziendale superiore a 300.000,00;
  • ricavi superiori ad euro 200.000,00

PRESUPPOSTI OGGETTI

L'esistenza del solo stato di insolvenza.

Con l'apertura della procedura di liquidazione si producono gli effetti protettivi e cautelari. Nel CCII è disciplinato il diritto all'esdebitazione dell'imprenditore insolvente e del consumatore.

ESDEBITAZIONE

L'esdebitazione può essere ottenuta alla chiusura della procedura di liquidazione ovvero, comunque, decorsi 3 anni dall'apertura della stessa. La riforma consente, inoltre, l'esdebitazione anche del debitore che non sia in grado di adempiere minimamente alle proprie obbligazioni e non possa offrire ai creditori alcuna utilità, nemmeno in prospettiva futura.

I NOSTRI DEBITI è pronta a tenderti una mano: insieme affrontiamo il tuo momento di difficoltà e insieme ritroviamo la libertà e la serenità che merita la tua impresa per il bene di tutti (imprenditore, creditori, intero sistema nazionale)! 

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